La vista è uno degli elementi fondamentali per la sicurezza stradale. Riconoscere tempestivamente un ostacolo, leggere la segnaletica, valutare le distanze e individuare veicoli o pedoni richiede capacità visive adeguate, anche in condizioni di illuminazione difficili.
Per questo motivo, il conseguimento e il rinnovo della patente di guida sono subordinati alla verifica di specifici requisiti visivi, stabiliti dalla normativa italiana.
Ma quanti decimi bisogna avere per guidare? È possibile rinnovare la patente con occhiali, problemi alla vista o se si vede da un solo occhio?
La risposta dipende da diversi fattori: acutezza visiva, ampiezza del campo visivo, eventuali patologie oculari e categoria della patente richiesta. Questi aspetti vengono valutati durante la visita medica per il rinnovo della patente, che consente di verificare il mantenimento dei requisiti psicofisici necessari alla guida.
Quali sono i requisiti visivi per ottenere o rinnovare la patente?
Per ottenere o rinnovare la patente è necessario possedere una capacità visiva sufficiente a guidare in sicurezza. La normativa considera non soltanto i decimi di vista, ma anche il campo visivo, la sensibilità al contrasto, la visione crepuscolare e altre funzioni che possono influenzare la percezione dell’ambiente stradale.
I requisiti sono disciplinati dall’Allegato III del Decreto Legislativo 59/2011, come modificato dalla normativa successiva, e distinguono due gruppi di conducenti:
- Gruppo 1: patenti AM, A1, A2, A, B1, B e BE, generalmente utilizzate per ciclomotori, motocicli e autovetture.
- Gruppo 2: patenti C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE, oltre alle abilitazioni professionali previste dalla normativa.
Le patenti del gruppo 2 prevedono requisiti più rigorosi, in considerazione delle caratteristiche dei veicoli e delle responsabilità connesse alla guida professionale.
La presenza di un difetto visivo non determina necessariamente la mancata idoneità: ciò che conta è la capacità visiva effettiva, eventualmente raggiunta attraverso una correzione ottica adeguata. Normattiva+1
Acutezza visiva e campo visivo: quali sono i valori minimi previsti?
Per la patente B, la normativa prevede un’acutezza visiva complessiva di almeno 0,7, con almeno 0,2 nell’occhio che vede meno, secondo il criterio di valutazione stabilito dalla legge. È inoltre richiesto un campo visivo orizzontale di almeno 120 gradi. Per le patenti superiori i valori richiesti sono più elevati.
Acutezza visiva: quanti decimi servono per la patente B?
L’acutezza visiva, comunemente espressa in decimi, indica la capacità dell’occhio di distinguere dettagli a una determinata distanza.
Per i conducenti del gruppo 1, la normativa italiana richiede un’acutezza visiva binoculare complessiva di almeno 7/10, raggiungibile sommando l’acutezza visiva dei due occhi, purché quello meno efficiente non abbia un visus inferiore a 2/10.
Ad esempio, un conducente che presenta 5/10 in un occhio e 2/10 nell’altro raggiunge il valore minimo previsto secondo questo criterio. Il risultato numerico, tuttavia, non esaurisce la valutazione dell’idoneità, che deve considerare anche le altre funzioni visive.
Per le patenti del gruppo 2, invece, è richiesta un’acutezza visiva di almeno 8/10 nell’occhio migliore e 4/10 in quello meno efficiente.
Questi valori possono essere raggiunti anche mediante occhiali o lenti a contatto, purché la correzione risulti ben tollerata.
Campo visivo: perché è importante per la guida?
Il campo visivo rappresenta l’area che una persona riesce a percepire mantenendo lo sguardo fisso in una determinata direzione.
Durante la guida permette di individuare elementi presenti lateralmente, come pedoni che attraversano, biciclette, veicoli provenienti da strade secondarie o ostacoli ai margini della carreggiata.
Per la patente B è richiesto un campo visivo binoculare orizzontale di almeno 120 gradi, con un’estensione di almeno 50 gradi verso ciascun lato e 20 gradi verso l’alto e verso il basso. Non devono inoltre essere presenti difetti entro 20 gradi dall’asse centrale.
Per i conducenti del gruppo 2, il campo visivo orizzontale minimo sale a 160 gradi, con requisiti più stringenti anche per le altre direzioni.
Principali requisiti visivi per la patente
| Requisito | Gruppo 1 (patente B e altre) | Gruppo 2 (patenti superiori) |
|---|---|---|
| Acutezza visiva | Almeno 0,7 complessivi, con almeno 0,2 nell’occhio peggiore | Almeno 0,8 nell’occhio migliore e 0,4 nell’altro |
| Campo visivo orizzontale | Almeno 120° | Almeno 160° |
| Estensione verticale | Almeno 20° verso l’alto e il basso | Almeno 30° verso l’alto e il basso |
| Correzione ottica | Ammessa, se ben tollerata | Ammessa, con specifici requisiti |
| Altre funzioni visive | Devono essere adeguate alla guida | Requisiti più rigorosi |
I valori riportati rappresentano i principali requisiti ordinari. Per i conducenti monoculari e per particolari condizioni cliniche sono previste disposizioni specifiche.
Fonte normativa: Allegato III del D.Lgs. 59/2011, come modificato. Normattiva+1
Si può ottenere o rinnovare la patente se si vede da un solo occhio?
La visione monoculare non impedisce automaticamente di ottenere o rinnovare la patente B. La normativa prevede requisiti specifici relativi all’acutezza visiva dell’occhio funzionante, al campo visivo e al tempo necessario per adattarsi alla condizione.
Per i conducenti del gruppo 1 che presentano una visione monoculare, organica o funzionale, è richiesta un’acutezza visiva di almeno 8/10 nell’occhio funzionante, raggiungibile anche mediante una correzione ottica ben tollerata.
Devono inoltre essere rispettate precise condizioni:
- La visione monoculare deve essere presente da almeno sei mesi, così da consentire un adeguato adattamento.
- Il campo visivo orizzontale deve essere di almeno 120 gradi, con un’estensione di almeno 60 gradi verso ciascun lato.
- Il campo visivo deve estendersi per almeno 25 gradi verso l’alto e 30 gradi verso il basso.
- Non devono essere presenti difetti nei 30 gradi centrali.
- La visione crepuscolare, la sensibilità al contrasto e il recupero dopo l’abbagliamento devono risultare adeguati.
Quando uno o più requisiti non sono soddisfatti, la valutazione spetta alla Commissione Medica Locale, che può avvalersi della consulenza di uno specialista oculista.
Una particolare attenzione è necessaria quando la perdita della vista da un occhio si verifica improvvisamente. In questa situazione, la normativa prevede un periodo durante il quale non è consentito guidare, necessario per raggiungere un adeguato adattamento, e una successiva valutazione specialistica e collegiale.
Per le patenti del gruppo 2 sono previsti requisiti differenti e più restrittivi, che richiedono una valutazione specifica. Normattiva+1
Occhiali, lenti a contatto e patologie oculari: quando si può guidare?
Portare occhiali o lenti a contatto non rappresenta un ostacolo al conseguimento o al rinnovo della patente. Anche alcune patologie oculari possono essere compatibili con la guida, purché le capacità visive rispettino i requisiti previsti e la condizione clinica non comprometta la sicurezza.
Rinnovo della patente con occhiali o lenti a contatto
Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono difetti refrattivi comuni, che possono essere corretti mediante lenti adeguate.
Se il conducente raggiunge i valori richiesti con la correzione ottica, può risultare idoneo alla guida anche senza possedere naturalmente un’acutezza visiva sufficiente.
Quando l’utilizzo di occhiali o lenti a contatto è necessario per rispettare i requisiti, sulla patente viene riportata un’apposita prescrizione, che obbliga il conducente a utilizzare la correzione durante la guida.
È importante ricordare che i decimi di vista non corrispondono alle diottrie: i primi misurano l’acutezza visiva, mentre le seconde indicano il potere delle lenti correttive.
Cataratta, glaucoma e altre patologie oculari
La situazione può essere più complessa in presenza di patologie che compromettono progressivamente la funzione visiva.
La cataratta, ad esempio, può determinare una riduzione dell’acutezza visiva e un aumento della sensibilità all’abbagliamento. Il glaucoma può invece provocare alterazioni del campo visivo, anche quando la capacità di leggere lettere a distanza rimane relativamente conservata.
Altre condizioni, come le maculopatie e la retinopatia diabetica, possono influenzare la visione centrale o altre funzioni importanti per la guida.
La diagnosi di una patologia non equivale necessariamente a un giudizio di non idoneità. Occorre valutarne la gravità, l’evoluzione e le conseguenze sulle capacità visive.
In presenza di malattie oculari progressive, la Commissione Medica Locale può disporre accertamenti specialistici e, nei casi consentiti, autorizzare il rilascio o il rinnovo della patente con una validità ridotta o limitazioni alla guida notturna.
In queste circostanze, l’idoneità temporanea alla guida può consentire un monitoraggio più ravvicinato delle condizioni di salute del conducente.
Come viene controllata la vista durante la visita medica per la patente?

Durante la visita medica per il conseguimento o il rinnovo della patente, il medico certificatore verifica che le capacità visive siano compatibili con la guida. La valutazione comprende il controllo dell’acutezza visiva e, quando necessario, ulteriori accertamenti sulle funzioni oculari.
Il controllo dell’acutezza visiva viene generalmente effettuato mediante la lettura di lettere o simboli di dimensioni progressivamente più piccole, presentati a una distanza prestabilita.
La verifica può essere eseguita con e senza correzione ottica, a seconda delle condizioni del conducente e della necessità di utilizzare occhiali o lenti a contatto.
Oltre all’acutezza visiva, la normativa richiede di considerare altri aspetti, tra cui:
- Campo visivo: capacità di percepire elementi presenti nella visione periferica.
- Visione crepuscolare: capacità di vedere in condizioni di scarsa illuminazione.
- Sensibilità al contrasto: capacità di distinguere oggetti e dettagli rispetto allo sfondo.
- Sensibilità all’abbagliamento: reazione a sorgenti luminose intense e capacità di recuperare una visione adeguata.
- Diplopia: eventuale percezione di immagini doppie, che può compromettere la valutazione delle distanze.
Non tutti questi parametri vengono necessariamente misurati attraverso esami strumentali durante una visita ordinaria. Quando emergono dubbi sulla capacità visiva, possono essere richiesti approfondimenti specialistici.
Chi utilizza abitualmente occhiali o lenti a contatto dovrebbe portarli alla visita. È inoltre opportuno presentare eventuali referti oculistici recenti, soprattutto in presenza di patologie già diagnosticate.
Per maggiori informazioni sulla procedura e sulla documentazione necessaria è possibile consultare le indicazioni relative al rinnovo della patente di guida.
Quando servono una visita oculistica specialistica o la Commissione Medica Locale?
Una visita oculistica specialistica può essere necessaria quando il controllo ordinario evidenzia alterazioni della vista o quando sono presenti patologie che richiedono accertamenti approfonditi. In determinate situazioni, il giudizio sull’idoneità alla guida è affidato alla Commissione Medica Locale.
La visita oculistica permette di approfondire le condizioni dell’apparato visivo attraverso esami mirati, che possono comprendere la misurazione dell’acutezza visiva, la valutazione del campo visivo e ulteriori indagini in base alla situazione clinica.
È importante distinguere il ruolo dell’oculista da quello del medico certificatore: il primo valuta la salute degli occhi e le eventuali alterazioni della funzione visiva, mentre il secondo verifica il possesso dei requisiti psicofisici necessari per la patente, secondo le proprie competenze.
La Commissione Medica Locale interviene nelle condizioni previste dalla normativa e nei casi in cui sia necessario un giudizio collegiale, ad esempio in presenza di gravi deficit visivi, determinate patologie progressive o situazioni che richiedono una valutazione particolare.
In casi eccezionali relativi ai conducenti del gruppo 1, la Commissione può valutare l’autorizzazione alla guida anche quando non siano soddisfatti alcuni requisiti ordinari, sulla base di approfondimenti specialistici e delle eventuali limitazioni necessarie.
Per comprendere meglio le competenze dei diversi soggetti coinvolti è utile approfondire chi verifica i requisiti psicofisici per la guida.
L’importanza di una valutazione visiva adeguata per la sicurezza stradale
La capacità visiva è un elemento essenziale per guidare in sicurezza, ma non può essere valutata considerando esclusivamente i decimi di vista.
L’ampiezza del campo visivo, la percezione dei contrasti, l’adattamento alle variazioni di luminosità e l’eventuale presenza di patologie oculari contribuiscono a determinare l’idoneità alla guida.
Per chi deve conseguire o rinnovare la patente, soprattutto in presenza di problemi alla vista, è quindi importante affrontare la valutazione medica con informazioni complete e documentazione sanitaria aggiornata.
Studio Minoretti, centro specializzato nella Medicina dei Trasporti con sede a Oggiono, in provincia di Lecco, effettua visite mediche per il conseguimento e il rinnovo della patente di guida, verificando i requisiti psicofisici previsti dalla normativa e indirizzando, quando necessario, verso gli ulteriori accertamenti di competenza.
Domande frequenti sui requisiti visivi per la patente
Quanti decimi bisogna avere per rinnovare la patente B?
Per la patente B è richiesta un’acutezza visiva complessiva di almeno 7/10, ottenibile sommando i valori dei due occhi, purché quello meno efficiente raggiunga almeno 2/10. Sono inoltre necessari un campo visivo e altre funzioni visive adeguati. Per la visione monoculare valgono requisiti specifici.
Posso rinnovare la patente se porto gli occhiali?
Sì. La normativa consente di raggiungere i requisiti visivi attraverso occhiali o lenti a contatto, purché la correzione sia ben tollerata. Se è necessaria per guidare, il relativo obbligo viene indicato sulla patente.
Chi vede da un solo occhio può guidare?
Sì, in determinate condizioni. Per le patenti del gruppo 1, la normativa prevede almeno 8/10 nell’occhio funzionante, requisiti specifici per il campo visivo e un adeguato periodo di adattamento. L’idoneità deve essere verificata attraverso gli accertamenti previsti.
Con la cataratta si può rinnovare la patente?
Dipende dalla gravità della cataratta e dalle sue conseguenze sulla funzione visiva. Se la condizione compromette in modo significativo l’acutezza visiva o la sensibilità all’abbagliamento, possono essere necessari accertamenti specialistici e una valutazione della Commissione Medica Locale.
È obbligatoria una visita oculistica per il rinnovo della patente?
Non è sempre necessaria una visita oculistica specialistica completa. Il controllo dei requisiti visivi fa parte della visita medica per la patente. In presenza di anomalie, patologie oculari o situazioni particolari, possono essere richiesti ulteriori accertamenti specialistici.
Cosa succede se non supero il controllo della vista?
Il mancato raggiungimento dei requisiti visivi non comporta necessariamente un’esclusione definitiva dalla guida. In alcuni casi è sufficiente aggiornare la correzione ottica; in altri possono essere necessari esami specialistici o una valutazione presso la Commissione Medica Locale.





