Il tema dei grandi anziani alla guida è oggi più che mai centrale. L’incremento dell’aspettativa di vita e il miglioramento generale delle condizioni di salute fanno sì che molte persone continuino a mettersi al volante anche oltre i 70 o 80 anni. Questo contesto solleva interrogativi legittimi: è sicuro? È appropriato? Quando la guida può trasformarsi in un rischio per sé stessi e per gli altri?
In questo articolo analizziamo l’argomento sotto il profilo medico, normativo e preventivo, con l’obiettivo di offrire a famiglie, conducenti e professionisti strumenti utili per orientarsi in modo consapevole.
Cosa significa “grandi anziani”
Con l’espressione “grandi anziani” si indicano generalmente le persone che hanno superato gli 80 anni di età. Tuttavia, non si tratta di un gruppo uniforme: l’età anagrafica, presa isolatamente, non rappresenta un parametro affidabile per valutare l’idoneità alla guida.
Vi sono ottantenni in eccellenti condizioni psicofisiche e, al contrario, soggetti più giovani affetti da patologie che incidono in modo significativo sulla sicurezza alla guida. Per questo, l’attenzione si concentra sempre più su una valutazione funzionale personalizzata, piuttosto che sull’età in quanto tale.
Grandi anziani alla guida: quali sono i principali rischi
Guidare è un’attività complessa che coinvolge vista, udito, riflessi, attenzione, memoria e capacità decisionali. Con l’avanzare dell’età, alcune funzioni possono ridursi fisiologicamente.
I principali fattori di rischio dei grandi anziani alla guida
L’invecchiamento è un processo naturale che determina cambiamenti graduali in alcune funzioni essenziali per la guida. Non è un giudizio legato all’età, ma una valutazione clinica oggettiva delle trasformazioni che possono influire sulla sicurezza.
Riduzione dell’acuità visiva, soprattutto notturna
Con il progredire dell’età si riscontrano spesso:
- Riduzione della capacità di distinguere i contrasti
- Maggiore difficoltà di adattamento alla visione notturna
- Incremento della sensibilità all’abbagliamento causato da fari e luci intense
- Restrizione del campo visivo periferico
Patologie come cataratta, glaucoma o degenerazione maculare possono aggravare ulteriormente la capacità di individuare ostacoli, pedoni o segnaletica stradale, in particolare in condizioni di scarsa luminosità o di maltempo.
La guida notturna, in particolare, rappresenta uno dei momenti a maggiore criticità.
Diminuzione dei tempi di reazione
Con l’avanzare dell’età può aumentare il tempo necessario per:
• Percepire uno stimolo (ad esempio una frenata improvvisa del veicolo che precede)
• Elaborarlo in modo corretto
• Mettere in atto una risposta motoria adeguata
Anche scarti di pochi decimi di secondo possono influire in modo significativo sugli spazi di arresto del veicolo.
Va inoltre considerato che la guida attuale richiede una costante capacità decisionale in contesti complessi (rotatorie, traffico intenso, segnaletica variabile).
Problemi di mobilità (collo e arti inferiori)
La diminuzione della mobilità articolare può incidere su
• La rotazione del capo per il controllo degli angoli ciechi
• La rapidità nel passaggio dal pedale dell’acceleratore al freno
• La forza e la precisione nell’uso dei pedali
Artrosi cervicale, rigidità lombare o patologie degenerative degli arti inferiori possono ridurre la capacità di effettuare manovre rapide e complete.
Anche lievi deficit funzionali possono avere ripercussioni concrete nella guida urbana o durante le manovre di parcheggio.
Patologie croniche (cardiache, neurologiche, metaboliche)
Alcune condizioni cliniche possono comportare rischi specifici:
• Patologie cardiache con possibile rischio di sincope o aritmie
• Disturbi neurologici (ad esempio Parkinson o esiti di ictus)
• Diabete con eventuali episodi ipoglicemici
• Fasi iniziali di declino cognitivo
La valutazione non si limita alla diagnosi, ma considera anche la stabilità clinica e l’adeguato controllo terapeutico della patologia.
Ogni situazione richiede un’analisi individuale.
Assunzione di farmaci che incidono su vigilanza e coordinazione
Molti grandi anziani seguono terapie croniche (politerapia). Alcuni medicinali possono:
• Ridurre lo stato di vigilanza
• Provocare sonnolenza
• Compromettere l’equilibrio
• Rallentare i riflessi
Sedativi, ansiolitici, alcuni antipertensivi o farmaci analgesici possono determinare effetti collaterali rilevanti per la guida.
È essenziale che il medico valuti non solo la patologia di base, ma anche l’impatto complessivo della terapia farmacologica.
Un punto fondamentale
L’età anagrafica, da sola, non determina automaticamente l’inidoneità alla guida.
Ciò che conta è una valutazione medico-legale accurata, che tenga conto di:
- Funzioni visive
- Stato neurologico e cognitivo
- Mobilità
- Stabilità clinica delle patologie
- Terapie in corso
Presso Studio Minoretti, le visite mediche per il rinnovo della patente nei grandi anziani vengono svolte con un approccio clinico approfondito e personalizzato, con l’obiettivo di tutelare sia l’autonomia della persona sia la sicurezza collettiva.
Patente di guida e grandi anziani: cosa prevede la normativa
La legislazione italiana non stabilisce un’età massima oltre la quale non sia più consentito guidare. Con l’aumentare dell’età, però, la validità della patente si riduce e i controlli per il rinnovo diventano più ravvicinati.
Periodicità del rinnovo della patente
- Fino a 50 anni: rinnovo ogni 10 anni
- Tra 50 e 70 anni: rinnovo ogni 5 anni
- Tra 70 e 80 anni: rinnovo ogni 3 anni
- Dopo gli 80 anni: rinnovo ogni 2 anni
Questa cadenza più frequente ha lo scopo di verificare con maggiore attenzione le condizioni psicofisiche del conducente.
L’importanza della visita medica per il rinnovo
La visita medica per il rinnovo della patente non rappresenta un semplice adempimento amministrativo, ma un passaggio essenziale per la prevenzione e la tutela della sicurezza stradale.
Gli aspetti valutati dal medico
In sede di rinnovo, il medico accertatore controlla:
- Vista e campo visivo
- Udito
- Coordinazione motoria
- Funzioni neurologiche
- Eventuali patologie presenti e relative terapie farmacologiche
In determinate situazioni possono essere richiesti ulteriori accertamenti specialistici oppure può essere rilasciata una patente con limitazioni, come una validità ridotta o l’obbligo di lenti correttive..

È corretto o meno far guidare i grandi anziani?
È una delle domande più comuni. La risposta non può essere semplicemente “sì” o “no”, perché dipende dalle condizioni della singola persona.
Quando la guida può rimanere sicura
Un grande anziano può continuare a guidare quando:
- È vigile e ben orientato
- Presenta adeguate capacità visive e motorie
- È consapevole dei propri limiti
- Accetta controlli medici e verifiche periodiche
In queste situazioni, la guida rappresenta anche uno strumento di autonomia, dignità personale e benessere psicologico.
Quando è opportuno interrompere la guida
È invece necessario rivalutare l’idoneità alla guida in presenza di:
- Episodi di confusione o disorientamento
- Incidenti ripetuti o frequenti “quasi incidenti”
- Difficoltà nel rispettare la segnaletica e le norme stradali
- Segnalazioni o preoccupazioni espresse da familiari o medici
In tali circostanze, la sicurezza deve rimanere la priorità assoluta.
Il ruolo della medicina del lavoro e dei trasporti
La medicina dei trasporti ricopre un ruolo fondamentale nella valutazione dell’idoneità alla guida, soprattutto nelle situazioni più complesse. L’approccio adeguato non è punitivo, ma basato su personalizzazione e responsabilità.
Strutture specializzate come Studio Minoretti mettono a disposizione competenze specifiche per:
- Valutazioni cliniche approfondite
- Supporto e consulenza alle famiglie
- Gestione di casi delicati o complessi
- Orientamento tra aspetti normativi e condizioni di salute
In alcuni casi, possono essere richiesti accertamenti specialistici o rilasciata una patente con limitazioni (ad esempio validità ridotta o obbligo di lenti).
Sicurezza, rispetto e consapevolezza
Affrontare il tema dei grandi anziani alla guida significa trattare un argomento delicato, che coinvolge sicurezza stradale, diritti individuali e responsabilità collettive. È fondamentale evitare semplificazioni e affidarsi a valutazioni mediche qualificate.
Il rinnovo della patente non deve essere percepito come un ostacolo, ma come un’occasione per continuare a guidare in modo sicuro e consapevole oppure, quando necessario, per compiere scelte responsabili.
La strada più corretta è quella dell’equilibrio tra autonomia e sicurezza, guidati dall’esperienza e dalla competenza medica.





