Lavorare nell’elisoccorso: salute e certificazioni mediche

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Le professioni nel mondo dell’elisoccorso sono particolarmente gratificanti in quanto si porta assistenza a persone in pericolo di vita, ma sottopongono piloti e personale ad un notevole impegno psico-fisico. I loro interventi sono spesso scenicamente ripresi dai mass-media ed associati solo ad emergenze sanitarie in zone isolate o a calamità naturali, ma c’è molto altro nell’elisoccorso italiano.

C’è l’impegno, le professionalità e la dedizione quotidiana di personale selezionato, altamente qualificato, nel salvataggio di infortunati in ambienti ostili, nelle ospedalizzazioni urgenti ed indifferibili, nei trasferimenti di pazienti critici presso centri dotati di strutture specialistiche assenti nel presidio inviante, nel trasporto di organi da trapiantare e di emoderivati, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, sull’intero territorio nazionale.

È un lavoro molto particolare e affascinante, perché presenta elementi propri del volo ed altri propri dell’attività sanitaria, svolta costantemente a fianco del personale medico ed infermieristico. Ma vediamo che cosa significa nel concreto lavorare in questo ambito oggi, alla luce delle normative. 

Lavorare nell’elisoccorso: certificazioni mediche necessarie

In riferimento alla normativa EA- SA/ENAC, tutto il personale di volo deve essere in possesso della relativa certificazione medica rilasciato da un AME abilitato, precisamente di Classe 1 i piloti e di Classe 2 il personale tecnico, che svolge qualsiasi attività professionale di volo diversa dal pilotaggio (es. verricellisti). Tutto il personale impiegato in attività di elisoccorso, in volo, deve quindi essere in possesso di una specifica certificazione medica EASA/ENAC, non solo i piloti.

Per quanto riguarda poi la normativa italiana per la salute e sicurezza negli ambienti di lavoro, quali certamente sono gli spazi interni di un elicottero, tutto il personale di volo deve anche essere sottoposto a sorveglianza sanitaria da parte di un medico del lavoro, con giudizio di idoneità psico-fisica alla mansione lavorativa specifica in corso di validità.

Questa doppia valutazione medica è necessaria perché riguarda due ambiti differenti e distinti, con diverse finalità. L’AME visita il personale dell’elisoccorso per verificare che sia in possesso di determinati requisiti psico-fisici (vista, udito, assenza di determinate malattie, etc.) per poter pilotare (o svolgere altre attività di volo) in assoluta sicurezza, per sé stesso e per gli altri. È evidente, per fare due esempi, che un pilota con determinate difficoltà visive può essere giudicato non idoneo a pilotare di notte e che un tecnico verricellista con disturbi neurologici, con deficit di coordinazione motoria, non può svolgere questa attività in volo. Il medico del lavoro visita gli addetti all’elisoccorso non in un’ottica di accertamento e certificazioni delle capacità psico-fisiche, ma al fine di tutelarne la salute psico-fisica da rischi correlati al lavoro. Sempre come esempio, un pilota con una discopatia lombare potrebbe trarre concreti benefici personali da meno ore di pilotaggio, con minore esposizione a vibrazioni e meno tempo in posizione seduta. Il medico del lavoro, a tale fine di beneficio personale, in termini nell’esempio di un minor rischio o di progressione o complicanze (espulsione) della nota patologia discale, potrebbe rilasciare una idoneità alla mansione lavorativa specifica con determinate limitazioni o prescrizioni. Il pilota può però volare e del tutto correttamente è stato giudicato dall’AME idoneo per la Classe 1, in quanto la sua patologia potrebbe non essere pericolosa in termini di sicurezza nel volo. Inoltre, per espressa disposizione di legge, il medico del lavoro è tenuto a svolgere specifiche attività di prevenzione e contrasto di alcoldipendenza e tossicodipendenza, la cui importanza, in tutto l’ambito del volo, è assolutamente fondamentale.

Visita medica per Idoneità psicofisica al volo: la differenza tra certificazione medica di classe 1, classe 2 e classe 3

La certificazione medica di Classe 1 attesta l’idoneità psico-fisica all’attività professionale di pilotaggio di aeromobili. Quanti svolgono qualsiasi altra attività professionale di volo devono essere in possesso della certificazione medica di Classe 2, mentre la certificazione medica di Classe 3 è prevista per coloro che esercitano a terra attività di controllo del traffico aereo, presso torri e centri di controllo.

L’ambito del volo è rigidamente e precisamente disciplinato, per ciascuna classe sono normati requisiti psico-fisici (vista udito, etc.), accertamenti sanitari (elettrocardiogramma, audiometria, etc.) e relative periodicità, malattie che determinano non idoneità o che comportano prescrizioni o limitazione nell’attività di volo. I requisiti psico-fisici più restrittivi sono per la Classe 1, ma anche per le altre due classi ogni ambito della salute psico-fisica viene accuratamente indagato e valutato.

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Lavorare nell’elisoccorso: i rischi per la salute psico-fisica

I rischi per la salute connessi al lavoro in elisoccorso riguardano l’impegno visivo, l’esposizione a rumore, polveri e vibrazioni, la movimentazione manuale dei carichi, il lavoro notturno, in quota e su turni, microclima. Tutti tradizionali e ben noti rischi della medicina del lavoro. In più, ci sono altri rischi che riguardano specificatamente il personale coinvolto in questo ambito e che possono avere conseguenze nell’immediato o nel lungo periodo sulla salute fisica, con maggior rischio di infortuni, ma soprattutto sulla salute psichica: lavoro ed interventi in ambienti ostili, coinvolgimento in operazioni non standardizzate e non completamente standardizzate, gestioni degli imprevisti, a cominciare da situazioni meteorologiche improvvisamente avverse, lavoro in condizione di elevato stress psico-fisico, con necessità di rispettare tempi ed esigenze tecniche nel volo e nell’intervento, talvolta difficoltà di relazione con il resto dell’equipaggio e con il personale sanitario in corso di determinati interventi, lunghi periodi di lontananza dalla famiglia per turnistica o per missioni, esposizione emotivamente provante a scene violente, etc.

Anche in questo particolare ambito lavorativo la medicina del lavoro è negli ultimi anni molto interessata ai fattori di rischio per la salute psichica, tema che sarà sempre più centrale nei prossimi decenni sia in termini di ricerca scientifica che di attività valutativa quotidiana.

L’importanza della salute psichica per il personale di volo 

Quando si parla di salute psichica nell’ambito di volo, bisogna idealmente puntare al benessere in volo, che non è solo l’assenza di determinate malattie psichiatriche, ma una nuova condizione di lavoro. Da qualche anno EA- SA ha disposto che, in occasione di ogni rinnovo della certificazione medica per il volo, al personale da esaminare venga sottoposto uno specifico questionario valutativo della salute psichica, che rimane agli atti e a completamento, al pari di un’indagine strumentale, della valutazione di idoneità psico-fisica al pilotaggio o volo.

Contemporaneamente, si sta sempre più definendo la figura professionale dello psicologo dell’aviazione, con specifici corsi formativi presso numerose Università italiane ed estere. Il tema è molto avvertito anche da diverse compagnie di volo, ad ala fissa e ad ala rotante: per questa ragione, si è costituito il “Peer Support Group” per la gestione delle criticità, personali e di gruppo.

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